L'ANALISI
06 Febbraio 2026 - 05:25
CREMONA - Parla dei giovani, e ai giovani, anche la seconda puntata di ‘Stiamo in Campana’, nuova rubrica online de La Provincia di Cremona e Crema che trovate oggi sul sito www.laprovinciacr.it e sui canali social del quotidiano.
Questa volta don Paolo Arienti, parroco di Sant’Ambrogio, professore al liceo scientifico Aselli e docente di Teologia all’istituto superiore di Scienze religiose Sant’Agostino delle Diocesi di Cremona, Crema, Lodi, Pavia e Vigevano, analizza con il giornalista Mauro Cabrini l’impatto che ha avuto — e che ancora può avere — sui ragazzi una canzone come ‘Everybody viva el Duche’, brano realizzato con l’intelligenza artificiale che spopola proprio tra gli under 20, diventato virale su TikTok, per un giorno al primo posto nella classifica Viral 50 di Spotify Italia e poi tolto dalla piattaforma a più di un mese dall’uscita.
Così, accompagnato da balletti, meme e remix, rilanciato da programmi radiofonici come La Zanzara, scherzando col termine duce incorniciato da un’ironia digitale non del tutto innocua, il brano si è infilato nella mente dei più giovani. Lo ascoltano, lo cantano, se lo passano di chat in chat, lo diffondono.
La domanda: è solo divertente? Soltanto parodia? Va bene giudicarlo con leggerezza? Oppure, al contrario, il motivetto è anche apologia diffusa in una zona nera che appare anche zona franca? Dipende dal pubblico che ne fruisce, naturalmente. E dagli strumenti, oltre che dalla consapevolezza storica, che hanno gli ascoltatori. Lo youtuber ‘Il Gravel’ ha specificato nella didascalia del video che «rappresenta un esperimento assurdo», finalizzato «a far ridere e a riflettere», evidenziando «l’assurdità di certi miti». Ma il risultato è davvero quello? In puntata, il punto di vista di don Arienti.
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