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“Il Po, le golene, la sua gente” fotografica di Davide Magri

Le foto in bianco e nero raccontano un fiume, un territorio, un'identità

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12 Febbraio 2026 - 12:29

“Il Po, le golene, la sua gente” fotografica di Davide Magri
2026-02-14 16:00:00 2026-02-14 17:00:00 UTC “Il Po, le golene, la sua gente” fotografica di Davide Magri Via Palestro, 32, 26100 Cremona CR, Italia

'Il Po, le golene, la sua gente' questo il titolo della mostra che verrà inaugurata sabato 14 febbraio alle 17 all'Adafa, in via Palestro 32 a Cremona.

Autore degli scatti è Davide Magri, appassionato del Grande Fiume, istruttore di canottaggio e fotografo di lungo corso, autore di numerose mostre e di monografie.

«Il fiume è la mia passione e il mio occhio non smetterà mai di notare nuovi scorci ed atmosfere da immortalare in uno scatto. Questa volta però il Po non è il solo protagonista, ho voluto allargare lo sguardo e dar luce anche alle Golene, vale a dire quelle porzioni di terreno racchiuse tra il letto del fiume e l’argine che nei periodi di piena vengono sommerse dalle acque» ribadisce Magri, che quasi ogni giorno taglia la corrente del fiume seguendo gli allenamenti dei 'suoi ragazzi'.

Le foto di Davide Magri, tutte in bianco e nero raccontano un fiume, un territorio, un'identità fatta di natura e di genti che il Po lo vivono, anche facendo semplicemente una passeggiata o un giro in bicicletta.

Il Grande Fiume è identitario, sulle sue rive e sulle sue acque è nata la civiltà padana: campanili, lavori, dialetti, profumi e sapori, che con il fiume dileguano fino al Delta in modi di vita diversi e parlate diverse, ma unite dal Po. Davide con i suoi scatti fa emergere tutto questo, lo fa emergere anche dalla nebbia che scaturisce dal corpo del giovane Fetonte, dalla metamorfosi delle sue sorelle in pioppi, che si perdono in infiniti sentieri e si intersecano con altre stradine per arrivare in boschi che risuonano di mille voci della natura, con in sottofondo lo sciabordio del fiume che si insinua tra i sassi delle rive. Nei suoi scatti non cattura solo paesaggi e genti, ne cattura anche l'intima essenza, l'anima. Nelle foto di Magri emerge anche la gente del fiume è chi lo vive,  praticando sport o mantenendo viva l’arte antica della pesca e della voga alla veneta, o chi si abbandona sulle sue spiagge, e chi partecipa a momenti di forte tradizione come la processione della Madonna di Brancere e anche chi semplicemente fa una passeggiata sull’argine.

Magri spiega la scelta del bianco e nero: «La mostra è composta da cinquanta immagini scattate principalmente nel territorio cremonese e piacentino e parmense, eseguite in digitale a colori, ma pensate per una resa in bianco e nero realizzata in post produzione. La scelta del bianco e nero è voluta per far parlare le luci, le ombre, le atmosfere, togliere la distrazione del colore e mantenere quel fascino ancestrale e senza tempo tipico del Grande Fiume». Infine il fotografo manda una dedica speciale: «Dedico questo lavoro a colui che, fin da bambino, mi ha insegnato ad amare, vivere, rispettare e raccontare il fiume Po, Piercarlo, mio padre».

 

Per informazioni:
Tel. 0372 24679
Cell. 335 6238498
adafa.cremona@gmail.com 
www.adafa.it 

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