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CALCIO SERIE A

Sassuolo-Cremonese, Schenardi: due maglie e un cuore grigiorosso dal campo alla politica

La partita carica di ricordi per Ciccio: dal cuore grigiorosso al primo salto in Emilia, ora assessore allo sport a Terni

Fabrizio Barbieri

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fbarbieri@laprovinciacr.it

24 Gennaio 2026 - 13:20

Sassuolo-Cremonese, Schenardi: due maglie e un cuore grigiorosso dal campo alla politica

Ciccio Schenardi

CREMONA - Ci sono partite che per qualcuno non saranno mai come le altre. Sassuolo-Cremonese, in programma domani alle 12.30 al Mapei Stadium, per Marco Ciccio Schenardi è una di quelle.

Due maglie, due epoche, due capitoli di una carriera iniziata da giovanissimo in grigiorosso, nel cuore degli anni Ottanta, quando la Cremonese viveva la Serie B come una palestra di uomini prima ancora che di calciatori, e proseguita poi a fine decennio al Sassuolo, in C2, nel primo vero salto lontano da casa.

Oggi Schenardi guarda il calcio da un’altra prospettiva, ma certe emozioni restano intatte. L’ex ala destra, infatti, ha intrapreso una strada del tutto nuova: è assessore allo sport a Terni.

«Non è stata una decisione 'consapevole'. Non avevo mai pensato di entrare in politica. Lavoravo come allenatore nel settore giovanile della Ternana e con la squadra femminile, poi il presidente Bandecchi è diventato sindaco e mi ha chiesto se potevo dare una mano alla collettività. Ho detto di no per due mesi, poi mi sono convinto. Abbiamo vinto le elezioni e oggi mi ritrovo in un ruolo nuovo, diverso, ma estremamente impegnativo».

Un impegno che non lascia tregua: «Amministrare la cosa pubblica non è facile, serve attenzione massima. Non c’è solo il lavoro settimanale, ma anche i fine settimana, con tutti gli eventi sportivi a cui bisogna presenziare. È un lavoro che assorbe molto, ma che sento mio».

Quando si torna al campo, però, Schenardi ritrova subito il sorriso. E la sfida tra Sassuolo e Cremonese accende ricordi e riflessioni: «Mi aspetto una partita equilibrata e molto aperta. Sono due squadre che stanno vivendo un campionato simile e, soprattutto, due neopromosse. Quando si ritorna in Serie A, il primo anno è sempre il più complicato. Ve lo dice uno che ha vissuto cinque promozioni dalla B alla A: l’impatto con la categoria è la cosa più difficile in assoluto».

L’analisi è lucida e senza bandiere: «Il Sassuolo ha alternato momenti molto buoni ad altri meno positivi, così come la Cremonese. Forse la squadra di Grosso può avere un leggero vantaggio giocando in casa, ma io auguro il meglio a entrambe. La Cremonese ha una parte enorme del mio cuore: sono cresciuto lì e non lo dimenticherò mai».

Quel legame nasce presto, giovanissimo: «Sono diventato uomo in maglia grigiorossa. Sono arrivato nel settore giovanile (allora era tra i migliori con l’Atalanta) e ho vissuto lì tutti gli anni più belli. Proprio di recente il mio ex compagno Paini ha creato un gruppo Whatsapp con i giocatori di quel periodo: è stato emozionante ritrovarsi, confrontarsi e tornare con la memoria a quei tempi».

Il Sassuolo rappresenta invece il primo vero salto nel calcio dei grandi: «È stata la mia prima esperienza da professionista lontano da casa. Bellissima e molto formativa. Lì ho incontrato il direttore sportivo Giorgio Mariani, che ha cambiato la mia carriera. Io ero centravanti fin da bambino, ma non vedevo molto la porta. Fu lui a dirmi: 'Tu hai dribbling, devi giocare esterno destro'. Non ne ero convintissimo, ma aveva ragione e da quel momento tutto è cambiato».

Nel suo percorso, un ruolo chiave lo ha avuto anche Emiliano Mondonico: «Arrivavo dal Fiorenzuola e feci un provino con la Cremonese. Dopo venti minuti mi disse: 'Bambì, vai a fare la doccia'. Pensai fosse finita. In realtà aveva già deciso di tenermi anche per la stagione successiva. Fu una grande emozione».

Oggi Schenardi guarda Sassuolo e Cremonese con l’occhio di chi conosce il calcio e le sue difficoltà: «Stanno facendo un campionato di livello, forse anche oltre le aspettative iniziali. Non è mai scontato restare lontani dalla zona rischio. Sono squadre ben costruite, con valori importanti e società solide alle spalle. Questo fa sempre la differenza. Sono convinto che sarà una partita vera, intensa, come piacciono a chi ama il calcio. Mando un grande abbraccio a mister Nicola, persona stupenda e grande allenatore che ha giocato con me ai tempi della Ternana».

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