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CREMONA. GIORNATA DELLA MEMORIA

Vittime innocenti di mafia: due eventi per gli alunni del Ghisleri-Beltrami

Iniziative organizzate in collaborazione con la Compagnia teatrale SciaraProgetti, nell’ambito del Progetto Trasparenza è libertà attuato dalla Rete CPL

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

28 Marzo 2021 - 21:02

Vittime innocenti di mafia: due eventi per gli alunni del Ghisleri-Beltrami

CREMONA (28 marzo 2021) - Fare della memoria un impegno presente e concreto per costruire cittadinanza attiva e responsabile su ciò che le mafie hanno cercato e cercano di distruggere è un compito educativo delle giovani generazioni che la scuola è chiamata a svolgere.

Le classi dell’Istituto Ghisleri-Beltrami, nelle particolari condizioni imposte dalla didattica a distanza, anche quest’anno hanno celebrato la Giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie partecipando da remoto a due eventi organizzati in collaborazione con la Compagnia teatrale SciaraProgetti, nell’ambito del Progetto Trasparenza è libertà attuato dalla Rete CPL di cui la scuola è parte.

Con l’iniziativa “Insieme, per sapere”, nella cornice della celebrazione nazionale “A ricordar e rivedere le stelle” promossa da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie il 19 marzo e il 26 marzo gli studenti hanno assistito alle “Interviste coraggiose”, efficacemente condotte da Ture Magro, di Tiberio Bentivoglio, commerciante di Reggio Calabria e testimone di Giustizia (si definisce testimone di Verità) sotto scorta da dieci anni per non aver voluto pagare il pizzo; Claudio Cordova, direttore del quotidiano online Il dispaccio, vincitore nel 2019 del Premio Nazionale “Paolo Borsellino” per il Giornalismo e nel 2020 del “Massimo Riconoscimento” dall’Istituto Nazionale Azzurro per la sua attività contro la ‘ndrangheta, nominato nel 2014 consulente esterno della Commissione Parlamentare Antimafia; Stefania Grasso, figlia di Vincenzo Grasso, imprenditore simbolo della lotto contro la criminalità organizzata, ucciso nel 1989 a Locri dove Stefania continua a vivere e lavorare per la ricostruzione delle storie dimenticate e sconosciute delle vittime innocenti della malavita calabrese; Piera Aiello, la prima donna testimone di giustizia italiana che, insieme a Rita Atria collaborò con il giudice Paolo Borsellino e che la BBC nel 2019 ha inserita tra le 100 donne più influenti del pianeta per il suo impegno antiracket.

Da tutte le testimonianze sono venute esortazioni chiare alla ricerca di verità e giustizia e dimostrazioni di impegno e responsabilità in difesa delle libertà fondamentali necessarie a ricostruire le condizioni di civiltà democratica volute dalla nostra Costituzione e che in alcuni territori sono sopraffatte dalla cultura della prevaricazione delle organizzazioni criminali e dell’assuefazione delle persone comuni. Dunque, le storie delle vittime e dei testimoni di giustizia indicano scelte di vita, tutt’altro che remissive e deboli, orientate alla difesa di valori e libertà che si fanno bene comune: lavoro onesto, libertà di impresa, possibilità di cura, libertà di informazione, parità di genere e di opportunità, difesa del futuro. Il loro coraggio è stata la via per affermarli e rendere migliori i luoghi delle proprie radici. La loro chiamata al coraggio significa per noi il dovere di riconoscere il valore delle loro scelte, di “saper creare ponti ma anche a saper alzare muri, dove serve” e di non delegare ad altri la difesa del futuro di singoli e comunità.

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