L'ANALISI
16 Ottobre 2019 - 14:25
Un ristorante pizzeria a Castel Maggiore, nel Bolognese, era una delle basi operative dell’organizzazione italo-albanese di trafficanti e spacciatori di stupefacenti scoperta dai Carabinieri di Bologna, impegnati all’alba di oggi nelle ultime fasi dell’operazione 'Castello d’erba' che ha portato a 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere (16 eseguite) firmate dal Gip Sandro Pecorella e a diverse perquisizioni, che hanno interessato non soltanto il territorio nazionale (Bologna, Rimini, Ferrara, Ravenna, Modena, Vercelli, Terni e Matera) ma anche Barcellona in Spagna e Valona in Albania. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati 100 kg. di marijuana, 30 kg. di hascisc, 500 gr. di cocaina (con una percentuale di purezza del 90%), oltre a due pistole. L'operazione, avviata nel 2017, è stata condotta dall’Arma di Borgo Panigale e coordinata dal Procuratore Capo di Bologna Giuseppe Amato con i sostituti Flavio Lazzarini e Marco Forte. La droga, comprata in Spagna o in Francia e portata in Italia con staffette in auto, era destinata in gran parte a Bologna, per la vendita al dettaglio fra Piazza Verdi, la Montagnola, le zone Pilastro, Corticella e Borgo Panigale. La pizzeria di Castel Maggiore, che nel frattempo ha cambiato gestione, fino alla primavera 2018 secondo gli investigatori sarebbe stata utilizzata come deposito per le partite di stupefacenti, ma anche come luogo di cene che erano riunioni fra i trafficanti. Per sfruttare la copertura data dall’attività di ristorazione, negli incontri venivano usati nomi in codice: farina e pane per indicare la cocaina, cioccolato e pesce per hascisc e marijuana. Altri depositi erano in garage presi in affitto o nell’area del campo nomadi di via Erbosa, dove stamani è stato arrestato uno degli indagati, già ai domiciliari nello stesso accampamento.
Delle 16 misure eseguite (due indagati sono ricercati all’estero), 4 hanno raggiunto persone già in carcere per altri reati (fra Modena, Bologna e Ferrara) mentre altri indagati si trovavano ai domiciliari. Secondo quanto è emerso, l’organizzazione era un gruppo armato e pericoloso. I carabinieri hanno infatti accertato diversi pestaggi e estorsioni nei confronti di spacciatori al dettaglio o consumatori che non riuscivano a pagare i debiti contratti per l'acquisto della sostanza stupefacente. Una delle aggressioni, avvenuta nella stessa pizzeria di Castel Maggiore, era stata interrotta ad aprile 2018 dall’intervento dei militari che avevano arrestato tre persone. Le attività illecite fruttavano all’organizzazione fino al 300% circa del capitale investito: un chilo di marijuana pagato in Spagna o in Francia dai 6.000 ai 10.000 euro veniva rivenduto a Bologna a circa 15-25 euro al grammo (vale a dire 15.000-25.000 euro al chilogrammo). Il prezzo della cocaina all’estero era di 40.000-50.000 euro al chilo, mentre a Bologna dopo le operazioni di taglio veniva rivenduta a circa 80-100 euro al grammo (80.000-100.000 euro al chilogrammo). A portare avanti l’indagine sono stati gli stessi militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bologna Borgo Panigale rimasti coinvolti nell’esplosione del 6 agosto 2018 sulla A14. Il loro ferimento durante i soccorsi ha comportato una breve interruzione nelle indagini, che molti di loro hanno ripreso già durante la convalescenza.
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