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Sicurezza, De Corato a Cremona: «I vigili sono per la pubblica sicurezza, non solo per le multe»

L'ex vice sindaco di Milano e deputato FdI replica a Virgilio: «Con noi gli agenti salivano sui mezzi di notte e sgomberavano le case popolari occupate»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

20 Gennaio 2026 - 12:37

Coronavirus, De Corato: aumentare i controlli in Lombardia

Nel riquadro Riccardo De Corato

CREMONA - "Lo sa il sindaco di Cremona che i vigili urbani percepiscono un'indennità di pubblica sicurezza? E quanti dei vigili di Cremona sono impegnati in città in attività di pubblica sicurezza e non a fare multe?" Non è felpata la replica di Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d'Italia, ad Andrea Virgilio che nei giorni scorsi aveva criticato il Governo che sulla sicurezza "moltiplica annunci e propaganda, ma evita il nodo vero: organici, stabilità e strumenti". "Prima di lanciare accuse - contrattacca De Corato - il sindaco di Cremona dovrebbe guardare in casa sua. I vigili sono uno strumento fondamentale per la sicurezza delle città: conoscono il territorio e sono dotati di un'arma. Potrebbero avere anche il taser, in chiave deterrente, ma i sindaci di sinistra non lo vogliono".

Eletto deputato nel 2022 nel collegio di Rozzano (Mi), De Corato è stato vice sindaco di Milano dal 1997 al 2011 con Gabriele Albertini e Letizia Moratti e assessore regionale lombardo alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale dal 2018 al 2022 con Attilio Fontana. "A Milano - ricorda ora l'ex vice sindaco - avevamo distribuito i nostri circa 3.200 vigili in diversi nuclei per la sicurezza: c'era quello che si occupava dello sgombero dei campi nomadi, quello per la sicurezza nelle strade. Noi - rivendica De Corato - facevamo salire i vigili sui mezzi pubblici di sera e di notte. Avevamo anche un nucleo che liberava le case popolari occupate abusivamente, un compito per cui la Polizia locale è molto indicata. Quanti sono i vigili impiegati a Cremona sul fronte della sicurezza?"

Nella sua riflessione, Virgilio era partito da uno studio dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani della Cattolica, diretto dal cremonese Carlo Cottarelli, che aveva analizzato i tassi di criminalità nelle varie regioni italiane mettendoli a confronto con gli organici delle forze dell'ordine concludendo che la dislocazione di agenti di polizia e carabinieri non segue davvero i bisogni del territorio, ma è piuttosto una conseguenza del maggior costo della vita nelle aree del nord. Con un contratto nazionale che non prevede integrazioni, il personale infatti preferisce prestare servizio dove il potere d'acquisto è più alto. Da qui la richiesta di Virgilio di "criteri di assegnazione (del personale) legati ai bisogni reali dei territori e di misure che rendano sostenibile lavorare nelle aree ad alto costo della vita".

"E' un problema - spiega De Corato - che stiamo risolvendo mettendo a disposizione delle Prefetture nuovo uomini. Ma il tema della mancanza di organici non è solo di Cremona e ci vorrà tempo. Purtroppo i governi precedenti non hanno fatto assunzioni e concorsi per sostituire chi andava in pensione e noi dobbiamo recuperare il gap accumulato. Anche a Cremona qualche rinforzo è già arrivato e arriverà altro personale, ma non è questione di giorni e ci vorrà tempo. Tuttavia il vero problema non è l'organico, ma l'alto tasso di delinquenza. Noi stiamo rispondendo con il Decreto sicurezza a cui presto ne seguirà un secondo. Ma in Lombardia ci sono un milione e duecentomila immigrati e chi li ha fatti entrare? C'è un problema di immigrazione che non è stato determinato dal Governo Meloni, che anzi sta lavorando per bloccare gli scafisti e per dare alla Polizia locale gli strumenti per fare fronte alla delinquenza. Ci sono troppi immigrati, anche se sono regolari, e a Milano il 70% delle rapine in strada è opera loro. Purtroppo spesso si tratta di recidivi rimessi in circolazione dai giudici. La magistratura non opera in sintonia con le forze dell'ordine. I tagli dei fondi agli enti locali? Forse ci sarebbero le risorse se avessimo avuto a disposizione i 135 miliardi che è costato allo Stato il bonus ristrutturazioni, un bel regalo del Governo Conte con il quale ci sono state più truffe che erogazioni regolari. Giorgia Meloni era all'opposizione di quel Governo e ora sta cercando di riparare i danni fatti".

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