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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Il Covid, le reti 5G e le cause perditempo

Il gip Pierpaolo Beluzzi «costretto» a emettere un decreto per riaffermare la più ovvia delle verità

Marco Bencivenga

Email:

mbencivenga@laprovinciacr.it

14 Gennaio 2022 - 05:00

Il Covid, le reti 5G e le cause perditempo

Fra i tanti mali che affliggono la Giustizia italiana, uno esula da ogni disputa sulle carenze del sistema, i limiti della magistratura e la ridondanza dei codici e delle leggi: quel male è l’ingolfamento dei tribunali provocato da migliaia di cause inutili, pretestuose o al limite della temerarietà. Troppo spesso chi non sa come far valere le proprie ragioni (o è convinto di aver ragione anche se non ce l’ha) sporge denuncia, presenta un esposto, si rivolge a un giudice manco fosse un calciatore che invoca il Var per stabilire se un fallo è da rigore - o un gol in fuorigioco - oppure no. Costringere un Pm ad aprire un fascicolo o un TAR ad avviare un’istruttoria, in fondo, non costa niente (al ricorrente; ai cittadini evidentemente sì!).

L’ultima riprova si è avuta ieri a Cremona con il giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Beluzzi «costretto» a emettere un decreto per riaffermare la più ovvia delle verità: nessuna evidenza scientifica indica una correlazione tra la pandemia Covid 19 e la rete 5G. Il caso era stato sollevato da un avvocato milanese in numerose Procure. Il Gip cremonese ne ha disposto l’archiviazione con due semplici osservazioni: 1) il coronavirus è diffuso in tutto il mondo, mentre le reti 5G sono attive solo in una piccola parte: evidentemente non può essere quella la causa dei contagi; 2) gli studi compiuti da alcuni esperti non hanno prodotto esiti significativi, tanto da restare nel campo delle opinioni, senza unanimità da parte della comunità scientifica. Conseguente il dubbio: perché mai l’avvocato Giancarlo Cipolla ha chiesto a un giudice la risposta che neppure la scienza è in grado dì dare? Eccesso di fiducia o eccessiva ricerca di visibilità? Quale che sia la risposta, spesso contare fino a… mille prima di agire eviterebbe spese inutili e assurde perdite di tempo. O no?

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