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CORONAVIRUS. LA SCUOLA

Presidi perplessi: «In classe il 7? Siamo in balìa dell’incertezza»

«Il vero problema restano i trasporti»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

04 Gennaio 2021 - 07:10

Presidi perplessi: «In classe il 7? Siamo in balìa dell’incertezza»

CREMONA (4 gennaio 2021) -  Il rientro in classe il 7 gennaio sembra sempre più incerto, ma bisogna lavorare come se si tornasse in aula, anche se le voci e i timori per un nuovo blocco crescono parallelamente all’aumento del numero dei contagi e dell’indice Rt. «E in questa incertezza noi procediamo — afferma Roberta Mozzi, preside del Torriani, l’istituto con più iscritti della città —. Noi lavoriamo, programmiamo, cambiamo gli orari e poi, magari all’ultimo, è tutto da rifare. La prima settimana le classi si alterneranno metà in presenza e metà in dad. Si procederà a giorni alterni, dopo il 16 a settimane alterne, ma non corriamo troppo (ironizza). Il piano di organizzazione è sub iudice alle decisioni che verranno prese dal confronto Stato Regioni e alla conferenza di servizio che avremo con il provveditore, Fabio Molinari». E appena si parla di eventuali ingressi differenziati, Mozzi non ha dubbi: «Sono contraria come tutti i miei colleghi. Non si capisce che cosa risolva decidere di far venire un gruppo alle 8 e un altro alle 9,30. Ma non si tiene conto dei tempi della scuola? — afferma —. E poi i ragazzi che rimarranno a scuola fino alle 16 senza mangiare, torneranno a casa, faranno i compiti per ritornare a scuola il giorno dopo. Il problema sono i trasporti, per cui non si è fatto nulla. È da luglio che lo diciamo. Ma niente da fare. Dopotutto la scuola fa per sé e poi deve fare anche per quello che gli altri non fanno. Valga per tutti il tracciamento degli eventuali casi di positività».

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