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8 aprile

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

10 Aprile 2017 - 04:05

IL CASO
Rivitalizzare il centro storico, dai commercianti segnali positivi

Signor direttore,
ho letto con interesse il comunicato congiunto delle associazioni dei commercianti, a seguito dell’incontro di martedì sera, relativamente alle iniziative che verranno prese nei prossimi mesi per rivitalizzare il centro.
Credo ci siano dei segnali interessanti e positivi che meritano di essere sottolineati:
1) la volontà di affrontare in modo nuovo le problematiche del commercio, partendo dalla constatazione che sono cambiati i modelli di consumo e di acquisto, oltre che quelli della fruizione della città.
2) affrontare i problemi partendo da dati ed analisi dei fatti (ad esempio i flussi di presenze delle persone in centro nei vari giorni della settimana; confronto con centri commerciali e città vicine);
3) definizione di proposte concrete, che chiamano in gioco in prima persona i commercianti stessi (ad esempio . la proposta di aperture domenicali); le lamentazioni passano in secondo piano!
4) la concreta volontà di organizzare ed agire assieme, coordinati, facendo sistema;
5) il desiderio di confronto costruttivo con l’amministrazione per ridare slancio e vitalità al centro città;
6) la promozione delle realtà commerciali del centro cittadino in sinergia con la promozione delle numerose iniziative culturali e di animazione della città (mai così ricche come in questo 2017 !), previste lungo tutto il periodo dell’anno.
Tutti questi elementi fanno ben sperare in un lavoro costruttivo e foriero di frutti positivi.
Ci vorrà tempo; saranno necessari sacrifici ed investimenti di idee, tempo e risorse economiche; saranno necessari aggiustamenti e affinamenti. Ma sono convinto che solo il lavoro di squadra, dove tutti gli attori interessati (commercianti, associazioni, amministrazione) agiscono in sinergia, sia l’unica strada per ottenere i risultati che tutti ci aspettiamo ed auguriamo. Per la crescita della nostra città.
Enrico Manfredini
(Fare Nuova la Città, Cremona)

Mi auguro anch’io che si riesca a smuovere qualcosa nei rapporti tra le categorie del commercio e l’amministrazione comunale. I negozianti si sono detti disponibili a modificare alcune delle loro abitudini. E’ un buon segnale.

LA POLEMICA

Autostrada cr-mn più lontana per colpa del governo
Signor direttore,
esiste una regola aurea che ogni persona che riveste un incarico pubblico dovrebbe rispettare: conoscere e rispettare la realtà prima di parlare. Spiace constatare, invece, che anche l’assessore Virgilio è scaduto in una fantasiosa e faziosamente confusa ricostruzione relativa all’autostrada Cremona-Mantova. Questo documenta come la regola aurea sia stata ancora una volta violata a favore di propaganda politica in pieno stile Pd.
Ma i fatti sono fatti. La sostenibilità economica della Cremona-Mantova è strettamente connessa alla realizzazione della Tibre, in quanto ne condivide un tratto di circa 8 chilometri il cui valore di oltre 200 milioni di euro è inserito nel piano economico della Tibre stessa. Grazie all'irresponsabilità del ministro delle Infrastrutture Del Rio e del suo partito, il cofinanziamento statale alla realizzazione della Tibre di 800 milioni è stato sospeso. Dell’intera infrastruttura è stato realizzato soltanto il primo tratto nel territorio parmense i cui oneri sono stati sostenuti interamente dal concessionario. Venendo meno gli impegni economici del Governo a cui consegue un inevitabile riduzione di traffico viabilistico, si riducono drasticamente le possibilità di sostenibilità del progetto di finanza della Cremona-Mantova. Ciò che Virgilio omette di dire è che l’autostrada regionale viene prevalentemente finanziata con le tariffe degli utenti e soltanto con un residuo contributo regionale di circa 100 milioni e che il Comune e la Provincia di Cremona, in quanto soci delle Autostrade Centro Padane, sono stati capaci di impegnare i fondi di riserva della società per tamponare i disastrosi bilanci dei loro Enti, utilizzando la ‘loro’ società come bancomat. Nessuna incertezza della Regione ma la triste constatazione dell’inaffidabilità di un Governo più interessato alle piste ciclabili che allo sviluppo economico de Paese. Se «l’Azione di governo comporta prima di tutto l'agire», è necessario essere concreti e affidabili, caratteristiche sconosciute a chi oggi cosi modestamente riveste il delicato ruolo di ministro delle Infrastrutture. Alle inutili gite romane dei sindaci di Cremona e Mantova contrapponiamo il pragmatismo e la serietà della Regione Lombardia che, anche grazie alla totale inefficienza dello Stato, rappresenta nel panorama nazionale una delle poche realtà istituzionali riconosciute affidabili ed efficienti dagli attori internazionali.
Federico Fasani
(consigliere comunale Ncd, Cremona)

Comitato di Quartiere Centro
Se non ci interpellano che ci stiamo a fare?
Egre direttore,
prendendo spunto dall’intervento dell’assessore Alessia Manfredini, su ‘La Provincia’ di martedì 4 aprile, in risposta alle segnalazioni dei residenti di via XI Febbraio che lamentano l’eccessivo traffico in zona durante gli orari di apertura e di chiusura delle scuole, mi permetta, in qualità di presidente del direttivo del comitato di quartiere 16 (centro storico), di avanzare alcune osservazioni. E’ compito dell’assessore di competenza mettersi in relazione con i residenti e con i responsabili degli istituti scolastici per concorrere ad una soluzione del problema; faccio presente che il comitato di Quartiere Centro, come tutti gli altri, è stato costituito ed eletto dai cittadini proprio per raccogliere le problematiche che emergono dalla base in ordine a vari settori e presentarle agli amministratori. Noi, pur con i nostri limitati mezzi, siamo intervenuti in altre occasioni su specifiche questioni, interloquendo con i cittadini, riuniti o meno in gruppi più o meno spontanei. Quindi, nell’invitare i residenti di via XI Febbraio a mettersi in contatto con noi, chiediamo, ancora una volta, che l’amministrazione comunale, nelle persone degli assessori, quando si tratta di discutere su problemi che riguardano la vita del quartiere, dalla mobilità alle manifestazioni pubbliche, e soprattutto quando si ipotizzano modifiche alla viabilità, in questo come in altri casi, abbia la sensibilità di consultarci. Consapevoli, peraltro, che la nostra funzione è solo una funzione di tipo consultivo, in fondo, non chiediamo niente di più di quanto stabilito dal regolamento; in caso diverso, cominciamo sinceramente a chiederci quale possa essere la nostra funzione in un dialogo troppo spesso a senso unico.
Paolo Marcenaro
(presidente Comitato Quartiere Centro, Cremona)

Il nuovo ‘Orto degli Ulivi’
Gasdotto in Puglia. Serve più buon senso
Egregio direttore,
sarà una coincidenza? Con la Pasqua imminente, l’orto degli ulivi (questa volta non il Getsemani bensì quello di San Foca di Melendugno) è teatro di arresti per le manifestazioni d’intralcio alla Trans Adriatic Pipeline. Il ‘sacro ed il profano’ combattono la perenne battaglia tra ciò che può rappresentare un simbolo di cultura ed orgoglio nonché di difesa dell’ambiente e della natura (quali sono gli ulivi per il Salento) ed il bisogno di progresso per un fabbisogno energetico (quale sarà il nuovo gasdotto). Siamo usi a manifestazioni del genere (il No Tav ne è un esempio). Si spera sempre nel buon senso delle parti coinvolte. Dovremmo essere tutti consapevoli di non poter andare oltre ‘le leggi della natura’ oltraggiandola a priori, come dobbiamo avere la consapevolezza che non accetteremmo mai di… dover andare a far legna nel bosco per riscaldarci.
Bruno Tanturli
(Crema)

Dopo la razzia di Camisano
Questo nostro Paese in balìa dei barbari
Esimio direttore,
molti abitanti di Camisano, piccolo paese ai confini del cremasco, sono rimasti basiti alcuni giorni fa, nel sapere che l’unica banca presente in paese è stata brutalmente saccheggiata da una banda di predoni provenienti sembra, da un paese dell’Est Europa. L’operazione si è svolta con estrema facilità da professionisti del crimine, con insolito sangue freddo e scientifica determinazione. Si sono perfino permessi il lusso di prendere in prestito da un’azienda della zona un Manitou, grosso e rumoroso mezzo agricolo che verrà usato come ariete per demolire l’ingresso della banca con incorporato l’alloggiamento che conteneva il bancomat. Una volta raggiunto l’obiettivo, con calma certosina i tre banditi, col favore delle tenebre si sono dileguati con la cassaforte contenente all'incirca 50.000 euro in contanti, sorretta dal pesanti automezzo. Tempo dell’operazione cinque minuti netti, un vero record. La presenza in paese di una stazione dei carabinieri non ha fatto desistere il trio balcanico nel commettere il furto, una vera prodezza in ambito criminale. Questo dimostra come questo Paese sia ormai da troppo tempo in balia di ‘barbari’ provenienti da ogni dove, fanno quello che vogliono, prendono quello che vogliono e se per loro sfortuna un giorno verranno assicurati alla giustizia, tempo un paio di giorni e saranno già liberi.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Più esercizi di somministrazione
Soresina, un errore concedere più licenze
Egregio direttore,
nel consiglio comunale del 30 marzo 2017 si è votato per l’aumento degli esercizi di somministrazione nel centro storico di Soresina da 13 a 16. La votazione ha visto contrario solo il nostro esponente, la lista Rava si è astenuta mentre la lista Maggi e la maggioranza ha votato a favore. Di seguito le motivazioni del nostro voto contrario. Per i locali e negozi di Soresina in questi giorni si ascoltano voci incontrollate e si assiste allo scarica barile relativamente alla richiesta e alla conseguente messa in pratica: qualcuno dice che l’ha voluto Regione Lombardia, qualcuno che la norma è sbagliata, qualcuno che la norma voleva favorire il vecchio sindaco commerciante (forse intendevano consigliere comunale con delega al commercio, non sanno nemmeno di cosa stanno parlando), altri dicono che la richiesta è stata fatta dall’associazione di categoria, altri che l’associazione non ha consultato gli associati che sono all’oscuro della cosa, altri che per una licenza si rischia di rendere più povera la manifestazione dei ‘venerdì d’estate’, alcuni denunciano uno scollamento tra la dirigenza del sindacato di categoria e la base lamentando una scarsa conoscenza delle problematiche da parte della prima. Fatto sta che i commercianti già in difficoltà per la revoca dei voucher e per la nuova gabella riguardante le tasse pubblicitarie per le vetrine, sono alquanto amareggiati ed arrabbiati. La giunta Monfrini, di cui noi facevamo parte, ha cercato di salvaguardare le 13 licenze di somministrazione (che per il piccolo centro storico di Soresina sembrano più che sufficienti – la foto ne delimita il perimetro ampliato rispetto a quello del 1987) per non deprezzarle ulteriormente e in modo che mantenessero un certo valore anche dopo la completa liberalizzazione, inducendo inoltre gli esercenti italiani a non abbandonare il centro storico o addirittura l’attività, con la conseguenza di lasciare il centro in mano agli stranieri ai kebab ecc. Infatti gli esercenti hanno risposto positivamente e hanno creato una bellissima manifestazione estiva, ma che adesso abbiamo sentito avrà dei mal di pancia. Ora con la stessa motivazione che ha portato al contingentamento delle licenze si va ad operare in senso contrario. O che eravamo sprovveduti noi … o (...)
Lega Nord Soresina

L’attacco alla Siria
Giù bombe, incuranti delle conseguenze
Signor direttore,
mi ricordo quando, parecchi anni fa, per amore filiale, seguivo mio padre con fare svogliato e coloravamo casa, come solo dei dilettanti sanno fare. Non potete immaginare il casino e le macchie che lasciavamo sul pavimento, incuranti del dopo. A rimediare, tanto, ci pensava la mamma. L’attacco alla Siria, nella sua drammaticità e giustificato da immagini drammatiche di bambini uccisi da armi chimiche, mi fa accostare questo atteggiamento in quel senso: e dopo cosa succederà? Chi ci pensa al dopo? L’Occidente ha bombardato l’Irak ed ucciso Saddam ed il dopo lo stiamo vivendo! I francesi, patrocinati da inglesi ed americani, hanno bombardato la Libia ed ucciso Gheddafi ed il dopo lo stiamo subendo noi italiani. Mentre questi tutori della ‘democrazia’ (Hollande, Trump, May) alzano muri, noi dobbiamo aprirci all’accoglienza. Lo dice pure il Papa, giustamente. Le conseguenze: la Gran Bretagna esce dall’Unione Europea e la Francia chiude le frontiere. Molto comodo. L’immigrazione è diventato un problema nostro: ‘mare nostrum’ e ‘problema nostro’. Nessuno ama i dittatori ma azioni del genere creano instabilità in certe aree, se non adeguatamente preparate. Di dilettanti ne è piena la storia e gli errori sono moltissimi. In certi casi il fine è più pericoloso dei mezzi. Non vi pare?
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

L'ANALISI

Le bombe inattese di Trump sulla Siria

E’ troppo presto per dire quali conseguenze avrà a medio termine l’inatteso lancio di 59 missili americani contro la base siriana da cui, secondo le osservazioni satellitari, è partito l’attacco al sarin contro la cittadina di Khan Sheikun. Potrebbe trattarsi di in un’azione dimostrativa una tantum, determinata dalla sincera indignazione di Trump e dell’opinione pubblica americana per il nuovo, barbaro ricorso alle armi chimiche da parte del regime siriano, ma che non influirà sulla determinazione degli Stati Uniti di tenersi fuori dalla guerra civile e concentrare i suoi sforzi soprattutto sulla lotta contro l’Isis. Ma potrebbe anche essere il detonatore per una clamorosa svolta nella politica estera della nuova amministrazione, con la riesumazione della volontà di liberarsi di Assad, la rinuncia a qualsiasi collaborazione con la Russia per il raggiungimento di una soluzione diplomatica e un rimescolamento di alleanze sul terreno che renderebbe complicatissima una situazione già abbastanza complicata. Al momento, ci sono indizi un po’ contradditori, che possono avvalorare entrambe le conclusioni. A favore della prima ipotesi c’è che, nonostante il carattere subitaneo dell’intervento, Trump ha ritenuto di preavvertire non solo gli alleati, ma anche i russi, in modo da evitare di colpire loro obbiettivi e provocare uno scontro diretto con Mosca; che, nonostante la durissima reazione del Cremlino, che continua a sostenere a spada tratta Assad, per ora la visita di martedì del segretario di Stato Tillerson a Mosca, che aveva l’obbiettivo di concordare una maggiore collaborazione nella lotta contro il Califfato e individuare una strada verso la pacificazione non è stata cancellata.
Inoltre c’è che Trump, agendo come ha agito, aveva sicuramente non solo l’obbiettivo di punire Assad, ma anche di mandare un monito alla Corea del Nord e all’Iran e di compiere un gesto capace di ricompattare almeno momentaneamente dietro di sé il mondo politico americano (perfino Hillary ha approvato la sua iniziativa); che, schierandosi contro il regime dopo averlo, appena pochi giorni fa, quasi ‘sdoganato’, può riparare all’errore, pagato caro, di avere chiuso le porte ai profughi siriani.
Ma ci sono anche segnali che vanno nella direzione opposta, cioè che le intenzioni di Trump erano diverse o che non abbia fatto bene i suoi calcoli. La reazione del Cremlino, che ha non solo denunciato «l’aggressione a uno Stato sovrano» e ribadito che Assad non dispone più di armi chimiche, ma sostenuto addirittura che il lancio dei Tomahawk era stato pianificato prima dell’attacco a Khan Sheikun, è stata più aspra del previsto e potrebbe preludere a una crisi di dimensioni inaspettate, ai limiti dello scontro. Il presidente, inoltre, non poteva non sapere che, infliggendo un duro colpo all’aviazione siriana e rinunciando in pratica a qualsiasi collaborazione con il regine, faceva il gioco dell’Isis. Se poi, assecondando anche la Turchia di Erdogan, rinnovasse gli sforzi per eliminare un Assad che, nel bene e nel male, controlla la parte più popolosa e ricca del Paese, creerebbe un vuoto enorme che gli jihadisti tenterebbero immediatamente di riempire. E’ comunque difficile immaginare che Trump, contraddicendo tutto ciò che ha detto in precedenza (e andando contro i consigli dei militari, molto influenti nella sua amministrazione) voglia impegnarsi direttamente in una guerra che, specie dopo l’episodio di ieri, potrebbe prolungarsi ancora per anni.
Livio Caputo

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